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Rinnovo del Contratto per il Comparto Sicurezza

Rinnovo del Contratto per il Comparto Sicurezza

Vigilare sul mantenimento degli impegni del Governo e salvaguardare la nostra specificità.

 

Dopo un’attesa di 8 anni domani inizia il confronto per il rinnovo del CCNL e la Uil Polizia è pronta a confrontarsi con determinazione con la parte pubblica per ottenere, come sempre, il miglior risultato possibile per i Lavoratori della Polizia di Stato. Occorre innanzitutto scongiurare possibili rischi per le coperture finanziarie e richiamare il Governo al rispetto degli impegni assunti il 30 novembre 2016 con i Sindacati confederali per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. Sono disponibili i 300 milioni di euro già stanziati per il 2016, mentre per l’anno 2017 sono previsti ulteriori 900 milioni e 1,2 miliardi per il 2018, per un totale di 2,4 miliardi di euro. Ulteriori risorse andranno previste con la prossima legge di bilancio per giungere ad un aumento stipendiale medio di 85 euro. Le stime sulle coperture della prossima legge di bilancio però ancora non ci sono: attendiamo un intervento del Ministro Padoan già nei prossimi  giorni, almeno per un giudizio preventivo.

Siamo perfettamente in sintonia con il segretario generale UilPa Nicola Turco il quale ha dichiarato che “non possono esserci scostamenti rispetto agli aumenti medi di 85 euro, questo rilancio infatti dovrà riferirsi solo agli aumenti tabellari”. Condividiamo le sue preoccupazioni su possibili cambiamenti di orientamento a seguito di interventi del MEF.

Queste le nostre rivendicazioni e la piattaforma Uil Polizia per i lavori contrattuali:

  • Salvaguardia dei redditi più bassi – del trattamento salariale fondamentale e della specificità della Polizia di Stato.

La filosofia che ha ispirato gli accordi dell’aprile 2016 dovrà essere recepita pienamente nel nuovo contratto secondo quella che noi chiamiamo la “piramide rovesciata”. Dovranno essere salvaguardati e valorizzati i redditi più bassi. L’architettura ordinamentale  della Polizia di Stato, lo ricordiamo, rispetto alle altre forze di Polizia ed al mondo militare, è disegnata con una percentuale molto maggiore di operatori del ruolo degli Agenti e Assistenti ed una distribuzione ispirata a criteri percentualistici ponderati sulle qualifiche ci penalizzerebbe fortemente rispetto alle altre forze di Polizia che anno un numero di Ufficiali e Sottufficiali ben superiore.

Sarà inoltre fondamentale salvaguardare il trattamento salariale fondamentale anche e soprattutto per tutelare la proiezione previdenziale delle nostre retribuzioni e, stante la “senilizzazione” della nostra Amministrazione, garantire i redditi di chi non può essere più in prima linea.

  • Calibrare la valorizzazione delle indennità accessorie sugli specifici incarichi maggiormente logoranti per i poliziotti.

Il tema del riconoscimento della “performance” genericamente declinato dal Ministro Madia, deve essere inteso come remunerazione degli incarichi concretamente più gravosi a cui siamo chiamati.

E’ giunto il momento di dire con forza che le attività di controllo del territorio svolte dai reparti volanti e soprattuto dai Commissariati di P.S. meritano un concreto riconoscimento. Peraltro essi concorrono fortemente se non in maniera prevalente ai servizi di Ordine Pubblico, non avendo alcuna certezza degli orari e dovendo svolgere contemporaneamente innumerevoli mansioni tutte impegnative, gravose, logoranti e rischiose.

Questi colleghi, come avviene peraltro per gli operatori della Polizia Stradale e Ferroviaria che svolgono attività di pattugliamento, hanno a disposizioni limitatissime risorse in materia di straordinario ed il loro reddito complessivo è assolutamente inadeguato ai sacrifici quotidiani a cui sono chiamati.

E’ ora di testimoniare vicinanza e gratitudine a questi colleghi, riconoscimento al loro impegno ed alla loro elevatissima professionalità.

La nostra Amministrazione si qualificherà ed accrescerà il senso di appartenenza ad una Comunità solo con il riconoscimento e la gratitudine per chi svolge mansioni particolarmente impegnative.

Sarà necessario rivedere il costo orario dello straordinario dei poliziotti, uno dei meno retribuiti nel mondo del lavoro.

Sugli aspetti normativi delle materie oggetto di contrattazione.

I Problemi strutturali della nostra amministrazione in materia di organico e di bilancio non possono determinare una costante compressione di diritti dei poliziotti.

Il rinnovo contrattuale sarà una occasione per richiamare il rispetto delle norme e dei diritti dei poliziotti nelle seguenti materie:

  • Fruizione con regole certe ed uniformi su tutto il territorio nel rispetto della normativa vigente di
  • Legge 104
  • Legge 86/2001
  • Aggregazioni ex art. 42 bis (aggregazione fino al 3 anno del figlio)
  • Diritto allo studio
  • Diritto alla mensa di servizio
  • Trasferimenti per incompatibilità ambientale
  • Trasferimento per mandato elettorale o accettazione di candidatura ed incompatibilità in caso di non elezione nella sede di appartenenza;
  • Riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle malattie professionali all’insegna della trasparenza e della della semplificazione;
  • Imparzialità, criteri oggettivi, moralizzazione e funzionalità del settore della mobilità del pesonale;
  • Efficienza e concreta effettività del meccanismo del raffreddamento dei contenziosi tra OO.SS. ed Amministrazione ex art. 24 ANQ e della Commissione Paritetica ex art. 29 DPR 164/2002,
  • Massima tutela degli accordi sindacali con espressa previsione di sanzioni per chi li viola deliberatamente;
  • Codificazione di norme stringenti sulla rotazione del personale nei servizi più gravosi, nei cambi turno, nei festivi, nella fruizione del congedo ordinario.
  • Tempi certi e procedure trasparenti per il rimborso delle spese legali;
  • Rispetto dei diritti dei poliziotti in materia di

Assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

 

Mobilità interna e disciplina, due settori su cui è importante intervenire.

La mobilità interna e la disciplina sono settori che, con l’attuale assetto gestionale verticistico, sono terreno di arbitrio, disparità di trattamento e penalizzazione di diritti.

La mobilità interna, oggi oggetto, quando essa viene rispettata, della sola informazione successiva, è un ambito in cui prevale l’arbitrio ai danni dei diritti dei colleghi e della funzionalità della stessa Amministrazione.

Il sistema poco trasparente dei pareri, dei colloqui, delle segnalazioni e l’assenza di graduatorie per i vari uffici e di criteri certi per la movimentazione, costituisce un retaggio di un passato veteromilitaristico appare quanto mai anacronistico in un polizia democratica, moderna ed interconnessa come vogliamo che sia la nostra Amministrazione.

Le professionalità, l’esperienza, le documentabili competenze oltre che le aspirazioni e le esigenze di tipo familiare e logistico dei poliziotti, devono costituire criteri certi, oggettivi e trasparenti per la mobilità interna del personale. Questo è il solo presupposto per moralizzare questo settore ed eliminare sperequazioni che finiscono per penalizzare gli stessi uffici privati di elementi motivati e competenti. Lo stesso tema dei trasferimenti “per esigenze di servizio” spesso utilizzati con finalità sanzionatorie e di rappresaglia per colleghi ritenuti scomodi, sono una vergogna su cui riteniamo di dover aprire urgentemente un dibattito.

Per quanto attiene alla disciplina, che non è oggetto contrattuale, ma che costituisce altro ambito di sistematica disapplicazione delle norme e disuniformità di applicazione sul territorio, stiamo lavorando ad una proposta di revisione della normativa da sottoporre al Parlamento. Lo strumento del DPR 737/81, è ormai ampiamente superato e non più idoneo a gestire la delicata ed importante funzione dell’esercizio della potestà disciplinare. Molte norme hanno avuto ad oggetto la materia disciplinare in questi anni e soprattutto molte sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e del Consiglio di stato, ne hanno stravolto l’impianto.

Pur non essendo materia specifica della contrattazione odierna, sarà importante un’ opera di indirizzo per una gestione uniforme della materia che eviti sperequazioni e provvedimenti ingiusti che costringono i colleghi a rivolgersi ai Tribunali Amministrativi che puntualmente sconfessano l’operato dell’Amministrazione magari dopo anni di attesa nei quali i malcapitati sono sottoposti a conseguenze ingiustamente penalizzanti.

 

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Oronzo Cosi

 

 

Il comunicato: contratto piattaforma

 

 

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